Il PIANO D

Il 29 ottobre 2004 i capi di Stato o di Governo dei 25 Stati membri e dei 3 paesi candidati hanno firmato il trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa che era stato adottato all'unanimità il 18 giugno 2004. Il trattato potrà entrare in vigore soltanto quando sarà stato adottato da ciascuno dei paesi firmatari secondo le proprie procedure costituzionali: si tratta della ratifica da parte degli Stati membri. Secondo le tradizioni Bandiere europeegiuridiche e storiche dei vari paesi, le procedure previste dalle Costituzioni in questo senso non sono identiche e comportano la via “parlamentare” o la via “referendaria” o addirittura entrambe. A seguito dei referendum in Francia e nei Paesi Bassi, svoltisi rispettivamente il 29 maggio e il 1º giugno 2005, in cui la maggioranza degli elettori ha votato “no” al testo della Costituzione, il Consiglio europeo del 16 e 17 giugno 2005 ha ritenuto la scadenza del 1º novembre 2006, che era stata inizialmente prevista per l’entrata in vigore della Costituzione, non più perseguibile. Tutti gli Stati membri si sono così presi una pausa di riflessione, da utilizzare anche per dibattiti e chiarimenti. A tal fine la Commissione europea ha ritenuto di proporre il Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito attraverso la «Comunicazione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni» come contributo al periodo di riflessione. Il Piano D ha lo scopo principale di avviare un ampio ed intenso dibattito tra le istituzioni europee ed i cittadini, che si basi su una chiara conoscenza delle necessità ed aspettative di questi. Il Piano D si affianca poi al Piano d’azione relativo alla comunicazione sull’Europa destinato a perfezionare la presentazione delle attività della Commissione al mondo esterno, ed al Libro bianco sulla strategia di comunicazione e la democrazia che lancia un processo di consultazione sui principi alla base della politica della comunicazione nell’Unione europea e sui campi di cooperazione con le altre istituzioni ed organi europei. In risposta all’adozione del Piano D, è stata siglata a Roma il 9 novembre 2006 - da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, dell’Unione delle Province d’Italia, dell’Unione Comuni Enti Montani e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, alla presenza della vicepresidente alla Commissione Europea Margot Walström e del presidente del Comitato delle Regioni, Michel Delebarre - la Dichiarazione riguardante l’«Attuazione del Piano D per la democrazia, il dialogo, il dibattito: ruolo degli Enti locali e Regionali per il rilancio del dibattito europeo e la partecipazione dei cittadini», che prevede appunto in tutta Italia sedute straordinarie delle Assemblee elettive sul tema della UE e della sua Costituzione.

Proposta di Ordine del Giorno elaborato dal PPE

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Ultimo aggiornamento: 13-12-09.