| A proposito di P.P.E.
Pierferdinando Casini (UDC)
"Il mio ritorno alla vita politica - ha detto il
presidente della Camera - segna un obiettivo: evitare che i moderati
siano rassegnati. Io non mi rassegno a perdere la partita ed il
centrodestra si deve scuotere dal suo torpore": Casini parla da leader
nel suo discorso che apre la campagna elettorale dell'Udc a Roma. Un
intervento a tutto tondo nel quale Casini delinea il suo progetto per il
partito dei moderati sul clichè del Partito popolare europeo. "Il grande
messaggio è destinato ai Democratici cristiani: l'idea grande di una
aggregazione che non è un'operazione nostalgia ma che ci proietti verso
il futuro e che dia un'anima moderata alla politica italiana sul clichè
del Partito popolare europeo".
Roberto Formigoni (FI)
In un'intervista
a La Provincia di Como il presidente parla del Partito popolare europeo
in Italia:
''Mi candido perchè voglio realizzare un grande progetto: superare
l'attuale centrodestra e, dopo una tappa intermedia con i gruppi
federati, fondare un partito unico: il Partito Popolare Europeo dove
confluiranno Forza Italia, Udc e An''. ''Con questo progetto – ha
sottolineato il presidente - si arriverà a un centrodestra diverso,
democratico e europeo, un nuovo centrodestra che costringerà anche il
centrosinistra a cambiare, rifondandosi ed escludendo gli estremisti.
Perchè la necessità di un cambiamento non riguarda solo il centrodestra''.
Gianfranco Fini (AN)
Il presidente di Alleanza nazionale,
Gianfranco Fini (Ap) ROMA -
Ventuno pagine. Per
costruire la nuova An e portarla verso un Partito Unico del centrodestra
(via il trattino del centro-destra) che si collochi nel Partito Popolare
europeo. Un «partito accoglienza» che trovi la sua fonte in un
conservatorismo solidale che punti a rilanciare con forza i temi della
democrazia economica, della partecipazione e della sussidiarietà «quali
punti di convergenza tra cultura nazionale cattolica e socialismo
riformista ». È questo il progetto che il presidente Gianfranco Fini
porterà questa mattina all’esame dell’Esecutivo di An per una prima
discussione, che dovrà allargarsi non solo a tutti i livelli del partito
ma che conta su «contributi di idee da parte delle altre forze della
coalizione di centrodestra».
Marco Follini (Italia di Mezzo)
"Sulla linea del nostro orizzonte,
in fondo a questo tentativo, c’è l’obiettivo di un partito popolare,
moderato e moderno. Un partito europeo. Una forza di tradizione
democratica cristiana come l’ultima Dc avrebbe potuto e dovuto essere e
come non è stata abbastanza. Una forza iscritta a pieno titolo al grande
filone del popolarismo europeo. Una forza capace di coniugare laicamente
l’ispirazione religiosa e il sentimento politico liberale".
Dario Squeri (Centro
Popolare Europeo - Fondatore della Margherita)
"In Europa è in atto una fase di cambiamento, una fase in cui
assistiamo alla radicalizzazione dei grandi schieramenti europei
(popolari – socialisti). In Europa la scelta è chiara ed inconfutabile:
o si è moderati (PPE) o si è di sinistra (PSE). L’Italia, invece, è
ancora in mezzo al guado, prigioniera di un sistema bipolare imperfetto
e frutto di un’acquisizione di tale sistema da parte dei cittadini non
ancora compiuta a pieno. Occorre perciò consolidare il bipolarismo
italiano: in termini qualitativi, evitando gli scontri personali e la
feroce demonizzazione dell’avversario; in termini di contenuto,
completando seriamente il processo di identificazione dei valori di
riferimento.
La proposta di Prodi di fondere tutto il centrosinistra nella GAD
(Grande Alleanza Democratica) costituisce di fatto l’approdo in massa di
tale coalizione al PSE: assistiamo così al naufragio della Margherita e
alla fine dell’Ulivo. Ora, la stessa cosa deve accadere per il
centrodestra dove i valori cattolici, liberali e riformisti si dovranno
concatenare in un’unica casa del Partito Popolare Europeo. Occorre
andare, quindi, OLTRE LA CASA DELLE LIBERTA’."
|